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Eolie Blogtour 2013: perchè ci ho lasciato il cuore

Mi piace capire le cose, capirle da dentro, sviscerarle. E dopo il blogtour nelle Eolie (21/28 settembre 2013) ho avuto tempo di vedere che quella settimana non è rimasta sulla pelle solo a me, ma anche a tutti gli altri blogger. Perchè? Perchè siamo fighi e facciamo le cose fighe? Direi di no. Perchè eravamo alle Maldive? No, eravamo in Italia, e pure fuori stagione. Avrò modo di parlare largamente della bellezza delle Isole Eolie, di Lipari, dello Stromboli che erutta o di quanto i miei vestiti puzzassero dopo essere stata a mollo nel fango di Vulcano.
Qui voglio capire perchè laggiù, in quelle terre dalla storia antica, ci ho lasciato un pezzo grosso di cuore.

eolie blog tour
Salina vista dal mare

I motivi sono tanti. Il più banale, è che sono di una bellezza disarmante e soprattutto inattesa. Sapevo che erano affascinanti, ho guardato foto di professionisti e meno eppure… sono rimasta a bocca aperta. Il tempo si è fermato, ad Alicudi la macchina te la scordi e il mezzo di trasporto diventano i tuoi piedi. O se ti va bene ti fai aiutare da un asino. A Lipari, per quanto sia grande e turistica, puoi sederti su un muretto e se ti metti in mano una cedrata e socchiudi gli occhi puoi davvero avere la sensazione di essere dentro gli anni sessanta, anche se quegli anni tu non li hai proprio vissuti.
Le diverse isole – forse un pò Panarea smonta il mio mito – ti obbligano ad ancorarti alla realtà, a centrarti, a ritrovarti con te stesso. E quindi mentre sali le ripide scalinate di Filicudi ti devi fermare a prendere fiato e quel fermarti, quello stop forzato, diventa il momento in cui ti rendi conto che quella pianta strana è in realtà un cappero e che si, non nascono nei vasetti. E poi guardi il mare. E quando sei in alto non senti nemmeno il rumore delle onde e sei costretto ad accorgerti di quel silenzio innaturale e bellissimo che ti circonda.
Alle Eolie si respira storia antica, si sente un legame con la terra di chi lì ci è nato e cresciuto e il paradosso è che l’amore più forte forse viene da chi quella terra l’ha scelta. Due guide: due su due straniere. Una tedesca e una colombiana che conoscono ogni angolo di quell’arcipelago a forma di Y e io, che prima di andarci ne avrei sapute nominare due o tre.
E tutta questa bellezza nuda ho avuto la fortuna di condividerla con gente vera e con un livello di purezza tale da coglierla quella bellezza, da farla loro, da rimanerne irrimediabilmente segnati. Mi hanno detto “beh, il gruppo era molto affiatato, ma vi conoscevate già tutti?”. Qualcuno si, qualcuno no, ma tutti avevamo voglia di conoscerci e di condividere un’esperienza non come travel blogger o giornalisti, ma come amici. Amici tutti diversi ma con un’unica grande caratteristica comune: l’entusiasmo che fosse per un vino (quello c’era pure troppo!) o per infilarsi delle scarpe di chissà chi per poter salire sul Vulcano.
eolie blog tour
I blogger Chris e Raffaele saltano sulla bocca del Vulcano… a Vulcano!

Nei momenti in cui mi mancano le parole per descrivere una bellezza del genere, mi viene sempre in mente una delle poche parole di greco imparate al liceo – linguistico, non classico – e che spiega in maniera eccellente quello che sono state le Eolie vissute con Imperatore travel e tutti i blogger: Kalokagathia. Il bello che è e stimola necessariamente il buono. Alle Eolie rimani a bocca aperta per il bello e ci lasci il cuore per il buono.
 
Le foto scattate alle Eolie sulla pagina facebook di Be Road
 

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2013, blog tour, isole eolie, sicilia

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