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Un tuffo nell'archeologia delle isole Eolie

Le Eolie sono famose per il cibo delizioso e per il mare incantevole, i suoi vulcani, i cucunci (i capperi).
E quando hai finito di scarpinare su e giù dai vulcani, mangiare divinamente, fare bagni e prendere il sole? Un tuffo nella cultura. Qualche accenno di archeologia per capire le isole è assolutamente necessario, soprattutto per poterne comprendere totalmente il valore.

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Capo Milazzese - Panarea

L’arcipelago delle Eolie è Patrimonio dell’UNESCO, e non solo per le meraviglie naturalistiche: sparsi per le sette sorelle (e per i loro fondali visto che quest’estate nel porto di Filicudi è stato trovato l’incredibile relitto di una nave romana ed è già diventato un “museo archeologico subacqueo”) si trovano reperti archeologici di diverse epoche e musei che accolgono questo patrimonio di storia millenaria. Ecco un tour storico, che vi consiglio vivamente di fare accompagnati da una delle guide di Imperatore Travel (che ho avuto il piacere di conoscere nel corso dell’Eolie Blog Tour) che sprizzano amore, oltre che una cultura decisamente approfondita.
Lipari
Capitale storica, colonizzata dal V- IV secolo a.c. (periodo di massima espansione dell’ossidiana), il primo insediamento si trova dove ora si trova la Rocca – o il “castello”, come lo chiamano loro – e nei resti si riescono a leggere i diversi periodi di colonizzazione: greci, etruschi, cartaginesi romani.
Isole Eolie
La ricostruzione di una tomba al Museo Archeologico di Lipari

Un densissimo agglomerato di storia fatto di capanne ancora visibili e produzioni dei diversi popoli (dalle armi di ossidiana fino ad arrivare alle finissime ceramiche).
La Rocca, già fortezza naturale utilizzata fin da subito, è assolutamente ben conservata e nello stesso luogo si possono osservare, sovrapposte, capanne neolitiche dei diversi periodi e resti di strade su cui sono state costruite chiese nei secoli più recenti.
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Sarcofagi al Castello di Lipari

Accanto alle chiesette dell’Immacolata e dell’addolorata si trovano diverse aree archologiche (dall’età del bronzo all’età romana) e un delizioso teatro, ricostruito, a cui sono stati accostati sarcofagi delle necropoli greche e romane.
Il Museo Archeologico – uno dei più ricchi d’Italia- che occupa gran parte della rocca accoglie testimonianze dalle epoche preistoriche fino all’epoca classica con ricostruzioni di tombe e un incredibile patrimonio di statuette votive oltre che di piccole riproduzioni di maschere teatrali. E’ enorme. Impegnativo e bellissimo. Farselo raccontare ha dato un tocco di leggerezza notevole.
Una tappa da non perdere è la chiesa di San Bartolomeo (patrono dell’isola che si festeggia più volte!) e il suo splendido chiostro Normanno.
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Chiostro Normanno della Chiesa San Bartolomeo - Lipari

Salina
Rigogliosa, chiamata anche “isola verde” per la sua folta vegetazione, è sempre stata usata per la coltivazione e abitata da epoche antichissime (è stato ritrovato un corredo funebre del III millennio a.C.) e si trovano resti intatti di secoli successivi. Per la sua predisposizione alla produttività è stata spesso mira di pirati e predatori.
I reperti archeologici si trovano qua e là e nei tre diversi comuni (Leni, Malfa e Santa Marina) si trovano tre pinacoteche che raccontano le storie di ogni città, a Santa Marina anche un museo etnoantropologico comunale.
Vulcano
Qui ci sono fanghi termali e grotte mozzafiato in cui fare snorkeling, il motivo di mancanza di presenza di insediamenti non è troppo difficile da immaginare. Chi si sarebbe sognato di andare ad abitare su un vulcano continuamente afflitto da eruzioni spaventose? Vulcano è l’isola delle acque che ribollono, delle terme a cielo aperto, delle spiagge nere. Ma di queste cose possiamo goderne adesso, che il vulcano dorme. O almeno si spera.
Panarea
Famosa per i vip che la frequentano, per le sue meravigliose casette, per lo stile impeccabile di un’isola che sembra quasi finta da quanto è perfetta. Di sicuro non è conosciuta per i suoi incredibili siti archeologici. Nei pressi dell’incredibile Cala Junco si trovano ancora i resti di un villaggio preistorico, Capo Milazzese, una parte di isola che sembra essere fatta apposta per diventare una vedetta (raggiungibile con una breve e piacevole passeggiatina da San Pietro). Popolata dall’antica età del bronzo è stata per gli studiosi come un libro di storia da leggere in ogni sua pagina. A quanto pare le popolazioni che abitavano questa zona dell’isola sono scappati da un assalto… E hanno lasciato tutto com’era al momento della fuga. Una sorta di Pompei senza lava. Quello che lascia sbalorditi è il colpo d’occhio su questo angolo di paradiso: ricorda il Machu Picchu! Ed ammetto che non ne avevo mai sentito parlare.
Stromboli e Ginostra
Nonostante la pancia di “Iddu” sia sempre gorgogliante e dia spettacolo più o meno ogni 30 minuti (stare ad aspettare le eruzioni guardando il vulcano dal mare è decisamente emozionante, questa è un’escursione da fare!), Stromboli è sempre stata abitata ma di siti storici restano poche tracce. La storia che affascina di più è sicuramente quella recente, partendo da “Stromboli, terra di Dio” diretto da Rossellini negli anni ’50, che ha avuto il merito di portare alla luce questa incredibile isola.
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Porto Pertuso a Ginostra

A Ginostra, dove si arriva solo via mare non essendoci collegamenti via terra, si attracca al Porto Pertuso, il porticciolo più piccolo del mondo e si può salire fino in cima camminando con i giusti ritmi sulla scalinata che è l’unica via calpestabile. Il panorama. In cima, è grandioso.
Alicudi e Filicudi
Ci sono posti in cui devi guardare in alto e altri in cui devi guardare in basso: qui, possibilmente, infilando la testa nell’acqua. Davanti al porto di Filicudi proprio quest’estate è stato ritrovato un incredibile relitto romano, ed è solo l’ultimo di una lunga serie che hanno rimpolpato il materiale del museo archeologico di Lipari. E molti reperti sono stati lasciati in loco, creando così un vero e proprio museo archeologico subacqueo.
Filicudi è magica, per scoprire un po’di storia è d’obbligo la visita all’istmo di Capo Graziano in località Filo Braccio e farsi la scarpinata fino alla Montagnola da cui si gode, oltretutto, di una vista meravigliosa. Proprio su questo promontorio, a 100 metri di quota, sono state ritrovate una ventina di capanne ovali, e oltre a queste anche numerosi frammenti di ceramiche micenee e delle Cicladi. Commerci, storia, civiltà preistoriche… e tutto questo in un paradiso terrestre.
Alicudi – o Ericusa –  fuori dalle antiche rotte commerciali e fuori dal mondo oggi, riporta poche testimonianze antiche e quel poco fu saccheggiato da pirati in epoche antiche e da Barbari più recentemente. Molta storia di Alicudi, comunque, si trova al museo Archeologico di Lipari.
Le foto scattate alle Eolie sulla pagina facebook di Be Road

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