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La bicicletta è il mezzo di trasporto del futuro?

Guest post di Valentina Lepore
Con tutta la storia che si porta sulle spalle, la bicicletta si direbbe che abbia le carte in regola per essere un mezzo di trasporto del passato, più che del futuro.
Eppure questa geniale invenzione a due ruote, la cui nascita si può rintracciare alla fine del XVIII secolo, corre bella e giovane verso un futuro forse ancora tutto da scrivere.
bicicletta
Alcuni dicono che presto arriverà l’età dell’oro per la bicicletta e sembrerebbero confermarlo i dati statistici secondo i quali, in Italia, nel 2012 siano state vendute 200 mila biciclette in più rispetto al 2011.
Un bel traguardo se lo si unisce poi al dato storico secondo cui nel 2011, sempre in Italia, sono state vendute più biciclette che automobili, un sorpasso che non si verificava dal Dopoguerra e, anche se lo scarto tra auto immatricolate (1.748.143) e  bici vendute (1.750.000) è solo di 2000 pezzi in più, simbolicamente è un segnale di una tendenza chiara: le due ruote stanno conquistando il cuore degli italiani… e non solo.
Sono sempre di più le persone che usano la bicicletta come mezzo di trasporto per il lavoro come per lo svago, e forse all’estero più che in Italia, oltre a far parte della routine quotidiana di tanti, l’uso della bici è incentivato con campagne di promozione del trasporto sostenibile, costruzione di piste ciclabili e servizi adeguati ai ciclisti urbani.
Il segreto del successo di questo mezzo sta tutto nella sua natura: semplice, economica, comoda ed ecologica unisce tanti aspetti a cui sempre di più si presta attenzione, complice la crisi, ma soprattutto una passione che ci riporta all’infanzia e che oggi è declinata anche in versioni più tecnologiche, grazie alle bici hi-tech, ibride ed elettriche: insomma, è un mezzo davvero per tutti i gusti e per tutte le tasche e il suo potenziale è tutto da scoprire o meglio…da riscoprire!
Lo sa bene chi, per passione o per provare qualcosa di nuovo ha scelto la bicicletta non solo per andare a lavorare o fare qualche passeggiata nei fine settimana, ma per viaggiare!
Li chiamano cicloturisti, ma quello che accade viaggiando in bici è una vera e propria trasformazione della vacanza in viaggio, nell’accezione più profonda che questo termine conosce. Non si tratta infatti solo di una scelta legata alla sostenibilità o al risparmio: certo questi sono aspetti eccezionali, ma visitare città e luoghi in bicicletta cambia il punto di vista, cambia i ritmi, cambia l’esperienza complessiva del viaggiare.

Naturalmente un viaggio in bicicletta non si improvvisa e richiede equipaggiamento e attrezzature adeguate, ma per la sua accessibilità vale la pena provarlo e lasciarsi stupire dalla sua bellezza.
Se da un lato sta a chi decide di partire occuparsi dell’allenamento fisico e della fornitura tecnica, dall’altro, questa nuova primavera che le due ruote stanno vivendo ha innescato passioni e idee anche in chi offre servizi a ciclisti, che siano urbani o viaggiatori, non da ultimo la nascita di sempre più strutture ricettive dedicate al cicloturismo come bike hotel ostelli o campeggi che prevedono assistenza per chi ha bisogno anche solo di un posto bici, fino a soggiorni organizzati con tour ed escursioni dove la protagonista è la bicicletta.

Non resta dunque che mettersi in sella e seguire l’esempio di chi ha già scoperto il piacere della bicicletta in ogni momento della vita, aggiungendo un numerino in più in quella statistica – non di numeri ma di passione- che è ben racchiusa in questa frase:

“Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza”

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