I solisti del Gusto: il caso del FVG Via dei Sapori

Viaggiare in Italia, rendermi sempre più conto della meraviglia che mi circonda. Scoprire un mondo nuovo piccolo e relegato in un angolo del nord Italia, che vive e cresce ogni giorno grazie a menti giovani, di cervelli funzionanti e mani abili che hanno i segni di un’arte imparata da generazioni. E nonostante questo la parte migliore è un’altra: qui si parla di cuori che pulsano all’unisono con un unico nobile obiettivo: offrire il meglio.

Foto di Gianni Mezzadri

Non è un sogno, è il Friuli Venezia Giulia e questo piccolo mondo si chiama Consorzio FVG Via dei Sapori.
Due giorni a spasso per le colline mi sono bastati per innamorarmi in maniera a dir poco irrimediabile dei prodotti locali, dei vini e delle creazioni degli chef, ma per quanto possa impegnarmi, c’è una cosa che non possono spedirvi a casa con un corriere espresso e che dovete andare a vedere in loco: gli occhi di questa gente. Brillano.

Foto di Gianni Mezzadri

Ed è un meccanismo talmente oliato e perfetto da attirare persino l’attenzione di una realtà come la Bocconi che ne ha fatto uno studio di settore, in quanto realtà davvero lontana dalla mentalità italiana (ahimè all’estero di cooperazioni funzionanti ne ho viste più di una…) e con un livello di eccellenza difficile da raggiungere.
Cos’è e come funziona? A differenza di altre aggregazioni che nascono solo a scopo promozionale qui si collabora. Eccome. Gli attori del consorzio condividono gli stessi produttori di materie prime selezionatissime, le migliori bottiglie dei vignaioli locali, i segreti in cucina. Perché sembra incredibile ma si gioca a carte scoperte e non c’è niente di cui stupirsi se si partecipa ad un evento a cui dietro ai fornelli collaborano due chef di ristoranti “concorrenti”. Un esempio? Fino al 30 di agosto ogni venerdì c’è la possibilità di gustare le delizie dei diversi chef in collaborazione sempre con il ristorante Al Bagatto di Trieste… Ma non sulla terraferma, in barca!

Foto di Gianni Mezzadri

Oltre al piacere del cibo e del buon vino si può godere della notte, un calmo golfo ed una romantica Trieste illuminata.
E se vi dicessi che tutti i ristoratori hanno sulla carta un dolce che li rappresenta sia come arte che come sapori? Guardate nei menu e troverete il Rosa Tiepolo, nato in onore del pittore settecentesco, che unisce la grazia dei suoi colori, i sapori della tradizione (un accenno di gubana) e la freschezza di un sorbetto di mela Julia. Ma questo è solo un dettaglio.
Ho avuto l’onore di lasciarmi raccontare il consorzio, la sua vita e il suo successo direttamente dal Presidente, Walter Filiputti, davanti a un bicchiere di vino e ad alcune fette di prosciutto artigianale, una delle meraviglie alimentari della zona. E se lo dico io che sono cresciuta a pane e Prosciutto di Parma, vi assicuro che anche in queste zone si crea qualcosa di davvero speciale.
I produttori sono identità ben definite, il numero è chiuso, le produzioni limitate: perché si sa che l’ambizione economica spesso può diventare la rovina di un’eccellenza nata come lavoro artigiano.
La ricerca della differenza, del nuovo e dell’eccellenza è continua.
Grazie a Marina Tagliaferri dello studio Agorà ho avuto modo di conoscere alcuni di questi attori che mettono quotidianamente in scena la loro arte, usando come palcoscenico un paesaggio mozzafiato, fatto di colline, castelli e un mare che di sera riesce ad ammaliare qualsiasi anima, anche la più rude.
Curiosi di conoscere quali sono stati gli attori della mia pièce?

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via dei sapori

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