Viaggio in moto in Tunisia: 2 amici e 2 Transalp

scritto da il 29 maggio 2012



Vi ricordate di Zeevo e del suo “Waiting 4 Violet Tour”? Un viaggio in solitaria a cavallo di una Transalp del 2000 tra le montagne del Gennargentu e le spiagge più belle e meno frequentate della Sardegna. Zeevo quest’anno ha fatto di più, è arrivato fino in Tunisia in compagnia del suo amico Francesco e delle loro moto… 2200 chilometri in sette giorni tra manifestanti arrabbiati, set di Star Wars e tramonti mozzafiato!

tunisia

“No plan is a good plan” è il nome che Francesco ed io abbiamo scelto per il nostro viaggio in Tunisia a cavallo di due Transalp percorrendo 2.200 km in sette giorni. Il nome non e’ stato scelto a caso e ora capirete il motivo.
Quando si è sparsa la voce che saremmo partiti insieme, tutti i nostri amici si sono fatti una grossa risata. Effettivamente conoscendo le nostre modalità di vita, nessuno avrebbe scommesso che questo viaggio attraverso la Tunisia si sarebbe mai compiuto. Ormai tutti ci davano o inghiottiti dal deserto o prigionieri di qualche gruppo di ribelli o addirittura su traghetti diversi in direzioni opposte! In effetti, in un certo senso, abbiamo avuto a che fare con i primi due scenari  ma per fortuna siamo tornati a casa con tutte e quattro le orecchie (due a testa), braccia, gambe e molti indumenti da lavare a fondo o da buttare definitivamente, alla faccia di tutti quelli che non ci credevano. Come si suol dire: “cresci gli amici…”.

luca sivo in moto

Tornando a cose serie, ci sono due scuole di pensiero sulla Tunisia: c’e’ chi crede che sia pericolosa a causa dei recenti scontri e manifestazioni che hanno coinvolto e sconvolto tutto il Nord Africa e chi invece pensa che sia un paese tranquillo. Io sono per la seconda ipotesi. Abbiamo sempre incontrato persone gentili e disponibili, in molti casi anche riconoscenti nei confronti dell’Italia. Alcune delle persone conosciute lavorano o hanno lavorato da noi e mantengono un bel ricordo del nostro Paese. Solo un ragazzo che fa la guida nel deserto ci ha raccontato di una sua brutta esperienza passata in un campo di “accoglienza” a Palermo. Sappiamo tutti qual è la situazione laggiù.

biker in tunisia

Se di pericolo si può parlare, giusto una volta, lungo la strada per il lago salato Chott el Jerid, in direzione di Tozeur, abbiamo incontrato un gruppo di manifestanti che avevano ostruito la strada con dei blocchi di pietra e dato fuoco a dei pneumatici. Piuttosto che perdere preziose ore di viaggio per circumnavigare il blocco abbiamo deciso di contrattare con alcuni di quel centinaio di ragazzi imbestialiti con spranghe alla mano. Sarà che l’italiano fa sempre simpatia, sarà che vedere due turisti in moto fa sempre un bell’effetto, sarà che siamo stati bravi a contrattare, alla fine siamo riusciti a superare lo sbarramento regalando numerosi e sorridenti merci a tutti quanti. Nel frattempo però un furbetto che aveva invece cercato di superare il blocco con la sua jeep senza chiedere il permesso è stato raggiunto, sbattuto fuori dall’auto e picchiato, mentre il suo mezzo veniva letteralmente accartocciato sotto i colpi di spranghe e sassi. Alla fine, per quanto ci riguarda, ne è valsa la pena rischiare, perchè lo spettacolo del lago salato (che si riempie di acqua solo durante i mesi delle piogge) è stato  uno dei momenti più memorabili del viaggio.
Ho deciso di non fare una cronaca dettagliata del viaggio seguendo le varie tappe in ordine cronologico, quando leggo i blog scritti in questo modo da vari motociclisti mi annoio moltissimo. Quindi salterò da una parte all’altra della Tunisia, in base ai miei ricordi. Dunque uno dei tanti motivi per cui vale la pena fare un viaggio in Tunisia è che la benzina costa 50 centesimi e 10 euro a testa per una notte in un decente hotel con prima colazione.  Altra cosa interessante è visitare le case troglodite di Matmata: le dimore dei berberi, l’antica popolazione del Nord Africa.

Poi se sei un fan di Star Wars sei finito, ci sono almeno tre location dove sono stati girati alcuni episodi delle due saghe. La prima è appunto a Matmata dove si trova il set originale del 1976 con tanto di bar in cui Luke si prese un aperitivo con Obi Wan! Gli altri siti sono uno nel deserto dove per arrivarci basta rivolgersi a una delle tante agenzie turistiche di Tozeur e l’altro allo Ksar Hadada. Gli Ksar sono i granai costruiti sempre dai soliti berberi. Si tratta di costruzioni monocellulari in pietra a più piani dotati di un piccolo ingresso e di una copertura a volta. Molti dei Gorphas, così vengono chiamati, si trovano nei dintorni della città di Tatouine (nome preso in prestito da George Lucas per uno dei suoi pianeti di Star Wars!) e dei villaggi di Chenini, Ghomrassen e Medenine. Consiglio vivamente di visitarli.

set star wars tunisia

Vale anche la pena raggiungere le oasi di montagna di Mides a pochi kilometri dal confine algerino. Consiglio soprattutto di raggiungere il villaggio al tramonto perchè i colori della catena montuosa che ti accompagna lungo la strada sono semplicemente meravigliosi. Se poi si è amanti di viaggi in moto e fuoristrada è d’obbligo raggiungere l’oasi di Ksar Guilane, che in sè per sè non è niente di che, ma il piacere di percorrere la pista mista sabbia e terra che porta appunto all’oasi è impagabile. Ci sono vari punti da cui poterla prendere. Se non siete muniti, come lo eravamo noi, di gps e di cartine aggiornate, vi consiglio di prendere la pista che parte da Ghomrassen e vi sconsigliamo totalmente quella da Douiret. Questo perchè da Douiret a un certo punto, quella che ti sembra una bella pista segnata diventa un dedalo di decine di piste che ti sembrano tutte principali, almeno agli occhi di chi non ha ancora fatto la Dakar o un corso di guida nel deserto! Infatti la prima volta che abbiamo cercato di raggiungere Ksar Guilane da Douiret, abbiamo rischiato di dormire la notte nel deserto perchè ci siamo persi, ma per fortuna, all’imbrunire, abbiamo incontrato due contadini che ci hanno indicato la pista giusta. Siamo ritornati sulla strada che era già buio. Effettivamente ce la siamo vista un pò brutta.

Un altro posto dove consiglio di andare è la piazzetta alberata di Mahdia con tanto di baretto in cui servono un buon tè alla menta. Se preferite invece una birra ghiacciata potete rivolgervi solo presso i bar degli alberghi, dov’è consentita la vendita di alcoici. Da visitare anche Kairouan per la bellezza della sua medina e per ammirare i bellissimi tappeti e tessuti che vengono realizzati in tempo reale. Se poi volete chiudere il vostro viaggio alla grande, in attesa del traghetto serale (il nostro era un GNV Civitavecchia – Tunisi), fate un tuffo nelle acque trasparenti del mare di Cap Bon, la punta a Nord Est della Tunisia e in particolare in quelle di Kelibia.  A questo punto non mi resta che augurarvi اتمنى لك رحلة سعيدة! … che spero significhi “buon viaggio” in arabo!

Ecco le tappe del viaggio:

Roma – Civitavecchia – Tunisi – Monastir – Mahdia – Gabes – Matmata – Medenine – Tatouine – Chenini –  Douiret – Ghomrassen – Ksar Guilane – Douz – Chott el Jerid – Tozeur – Tamerza – Mides – Kairouan – Kebila –  Tunisi

Tutte le foto pubblicate sono si proprietà di Luca Sivo

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