Visitare la Sicilia… seguendo la Trinacria

scritto da il 7 maggio 2012


Guest post di Antonio

Sai cos’è la Trinacria? È il simbolo della Sicilia che su sfondo rosso e giallo svetta sulla bandiera dell’isola e da millenni rappresenta in maniera ideale la sua forma a triangolo. Questa effige rappresenta una testa femminile coronata da spighe di grano, simbolo di fertilità e abbondanza e circondate da tre gambe piegate all’altezza del ginocchio che formano un circolo in senso antiorario. Questa particolare disposizione ricorda la svastica orientale e rappresenta il cammino del sole e in senso lato la rinascita continua, l’alternanza di oscurità e luce e il continuo divenire della materia e dell’essere.

Gli studiosi sono concordi nel sostenere che la Trinacria trovi la sua origine nel lontano oriente, dove il simbolo rappresentava la triplice immagine del dio Baal nelle sue tre reincarnazioni: primavera, estate, inverno. Solo in seguito, attraverso vie perse nel tempo, la Trincaria è divenuta il simbolo stesso della Sicilia, regione dell’abbondanza, del sole e dalla bizzarra forma a triangolo.

Il primo a lasciare testimonianza di questo nome fu Omero nella sua Odissea, dove già faceva allusione alla forma triangolare dell’isola e la denominava Trinachia. Ma fu solo in epoca più tarda, quando il lontano oriente venne in contatto con la civiltà ellenistica, che l’effige della testa di donna circondata dalle tre gambe divenne davvero il simbolo dell’isola, fondendo insieme il significato religioso e filosofico con quello territoriale della Sicilia.

Da allora il nome e il simbolo sono rimasti legati alla storia dell’isola e le tre gambe hanno iniziato a rappresentare in maniera ideale i tre promontori siciliani: capo Lilibeo vicino a Marsala, capo Passero nei pressi di Siracusa e capo Peloro a Messina, esattamente in questo ordine per rispettare la circolarità antioraria del Triskele, altro nome di questo simbolo.

Noleggiare un’auto e percorrere in questo senso le tre punte della Sicilia, per scoprirne le bellezze, è un modo originale per ripercorre le tracce di tempi lontani e trovare le radici simboliche di quest’isola la cui storia a tratti si perde nel mitologico e nel leggendario.

Capo Lilibeo, in provincia di Trapani, deve il suo nome ad un’antica città cartaginese e fu protagonista di molte vicende storiche: da qui partirono i soldati che combatterono contro i Turchi nella storica battaglia di Lepanto e qui sbarcarono i Mille di Garibaldi. Il porto è un sito archeologico a cielo aperto dove è possibile visitare un museo in cui sono custoditi reperti risalenti alle guerre puniche. Oltre ad essere un punto storicamente ricchissimo, capo Lilibeo offre anche bellissime spiagge bianche come Punta Tramontana, nei pressi di Marsala.

Poi fai rotta verso capo Passero a Siracusa sul cui promontorio si erge un faro. Qui la vita delle persone è fortemente legata alla pesca e molti dei paesini che si distendono su questa punta vivono grazie a questa attività. La Tonnara che si trova alle porte di Capo Passera risale al Medioevo ed è certamente uno dei luoghi più impattanti del promontorio.

Completa il triangolo arrivando a capo Peloro, in provincia di Messina. Qui la leggenda vuole che si nasconda Cariddi, il mostro marino che insieme a Scylla, terrorizzava i naviganti dell’antichità. La leggenda nasce dalle forti correnti che attraversano lo stretto di Messina, che ne fanno un braccio di mare pericoloso per la navigazione. Le acque che lambiscono il capo sono comunque importanti a livello mondiale, perché ospitano una laguna protetta dove vi si trovano oltre 400 specie acquatiche protette.

Ed ecco che vi ho presentato le tre punte della Sicilia, una buona idea per la vacanza di questa estate.

 

 

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