Sorrento: nella terra delle sirene

scritto da il 14 marzo 2011


Non è difficile dar credito alla leggenda che vuole Sorrento legata al mito delle sirene omeriche, creature metà donna e metà pesce che con i loro canti attiravano i naviganti verso le sue coste, facendoli naufragare. Sorrento si erge sulla grigia roccia tufacea, su cui contrasta il bianco delle colline calcaree che la circondano.


Il verde intenso degli uliveti, il giallo e l’arancio degli agrumeti, in un vivace contrasto con il blu del mare cristallino, creano il bellissimo quadro della città di Sorrento, capace di sedurre visitatori da ogni parte del mondo. È stata abitata fin dalla preistoria, colonizzata da popolazioni italiche, poi assoggettata dai romani nell’89 a.C.

I resti delle ville sulla costa e i numerosi reperti archeologici conservati nei musei, sono la testimonianza che l’antica Sorrentum era meta privilegiata dei patrizi romani. Nel centro storico appare ancora evidente l’impronta romana nel circuito ortogonale delle strade. Qui si ammirano il Duomo, dalla facciata neogotica e la chiesa di San Francesco d’Assisi, con il bellissimo chiostro trecentesco.

Il Museo Correale, a pochi passi dal centro, custodisce collezioni di reperti greci e romani e delle porcellane di Capodimonte. Dalla sua terrazza, si gode di uno splendido panorama sul Golfo. A Punta del Capo, si ammirano i resti di una villa romana, probabilmente appartenuta a Pollio Felice. Nell’architettura civile e religiosa della città, sono visibili le influenze delle culture che si sono avvicendate.

Dal 1800, il turismo, l’artigianato dell’intarsio e dei ricami, divennero le principali attività della sua economia e ne fecero meta privilegiata di molti personaggi illustri, quali Lord Byron, Walter Scott, Charles Dickens, oltre a musicisti e pittori famosi.
Ancora oggi Sorrento affascina visitatori da ogni parte del mondo, grazie alla mitezza del clima e la bellezza dei suoi paesaggi.


Foto di AlaskaGM

Il periodo di Pasqua è quello ideale per conoscere la penisola nei suoi aspetti più intimi. Momenti di grande suggestione, si vivono nei riti della Settimana Santa. La fede popolare si esprime nelle processioni che tra il Giovedì e il Venerdì Santo, sfilano per le strade della città. Uomini incappucciati portano i simboli della Passione di Cristo: la colonna insanguinata, la corona di spine e la croce, sfilando tra i cori delle voci bianche dei bambini, delle pie donne e del miserere.





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Valentina Besana

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