Amsterdam con bambini, i super consigli di un’expat italiana

scritto da il 5 febbraio 2018


Siete mai stati ad Amsterdam con i bambini? Io (ancora) no, così ho chiesto qualche consiglio a Stefania Pozzi, social media manager e travel blogger di diquaedila.it, che ha vissuto per sette mesi nella città dei tulipani con suo marito e la loro piccola Viola. 

 

Lì Stefania ha trascorso tutto il periodo della maternità ed ora è rientrata in Italia per motivi lavorativi. Suo marito è rimasto in Olanda, passeranno qualche mese separati e poi decideranno il da farsi, dove vivere. Magari si sposteranno ancora, chi lo sa?! La vita è imprevedibile, lei stessa ha cambiato programmi da un mese a questa parte. Ora lavora come freelance e non si vuole precludere nessuna possibilità, soprattutto quella di trasferirsi ancora all’estero per una nuova avventura.

 

 

– Sono stata ad Amsterdam prima di diventare mamma, ma per sentito dire so che è una città altamente baby friendly, me lo puoi confermare?

Assolutamente sì. A d Amsterdam i bambini sono ovunque, passeggiando è impossibile non notare passeggini, carrozzine o genitori con marsupio, o fascia. I nidi, privati, sono tantissimi (e costosi): camminando per strada se ne possono scorgere minimo un paio per quartiere. Le aree giochi sono molto frequenti, pulite e moderne.

 

C’è sempre un’occasione che permette ai bambini di scendere in strada a giocare, anche solo disegnando sul marciapiede con dei gessetti, come si faceva una volta.

Ci sono feste di quartiere, campeggi organizzati nei tanti parchi per permettere al vicinato di interagire, feste, biciclettate e sport insieme all’aria aperta. Neanche l’inverno e la pioggia possono fermarli.

– Qual è secondo te la cosa da fare assolutamente quando si visita Amsterdam con i bambini? 

 

Di cose da fare ce ne sono tante ma una su tutte da non perdere è sicuramente una visita al NEMO, il museo della scienza. Pensato su misura per i bambini, è un museo interattivo dove fra le tantissime attività ci si può perdere una giornata intera. La cosa bella è che è molto divertente anche per gli adulti. Ammetto che noi l’abbiamo visitato anche se Viola è ancora piccola per capire, ci abbiamo passato un intero pomeriggio.

– C’è un ristorante particolarmente adatto alle famiglie che consigli?

Più che un ristorante consiglio una bakery per una fetta di torta alle mele e cannella, o un pancake olandese.

Ci sono, ovunque, decine e decine di locali che offrono dolci spettacolari e caloricissimi e, tralasciando i più turistici e affollati, si può sicuramente fare una super merenda con i bambini.

 

 

– A proposito di cibo. Qual è la cosa più strana che hai assaggiato (o visto nei supermercati della città) e quale invece così buona da non poterne fare più a meno?

 

Appena sono arrivata in Olanda, ho subito familiarizzato con i supermercati perché è una cosa che adoro fare. Ho preso il carrello e ho incominciato a riempirlo con cose sconosciute che mi avevano incuriosito. Iniziando dai wurstel in latta, passando per le salsine dai mille gusti strani come pollo e melone, fino ad arrivare alle bibite come il tè frizzante. Disgustoso. Una delle cose più buone che io abbia assaggiato, ve l’ho già consigliata per una merenda, è la Apple pie; viene proposta con un the caldo alla menta. Rigorosamente da consumare in un cafe del centro, guardando la vita di Amsterdam scorrere fuori dalle vetrine.

Per gli amanti del salato da non perdere le famose polpette olandesi, le bitterballen, offerte in tante varianti diverse, anche per vegetariani.

 

 

– Gita fuoriporta di una giorno partendo da Amsterdam: dove consiglieresti di andare ad una famiglia con bambini piccoli?

Assolutamente Zaanse Schans, un paesaggio di pescatori a pochi chilometri da Amsterdam, dove è possibile ammirare da vicino i famosi mulini a vento (volendo ci si può anche salire) e scoprire la lavorazione del famoso formaggio, il Gouda.

 

Ora passiamo alla vita da expat, per di più da neomamma

 

 

 

– So bene cosa voglia dire stare tutto il giorno da sola con un bambino molto piccolo, in una città dove non esistono improvvisate dei nonni e le boccate d’ossigeno che ne conseguono. Hai mai pensato “Chi ce lo ha fatto fare?”

Certo che sì, soprattutto in inverno, quando il tempo non lascia tregua. Ad Amsterdam piove quasi tutti i giorni e il vento rende l’aria ancora più gelida, tant’è che evitavo anche di uscire. Avere qualcuno che può dare una mano con la casa, con la bambina o solamente una persona con cui poter parlare, è una delle mancanze più grandi in assoluto.

 

– Qual è o quale è stata la difficoltà più grande della tua vita da “expat neo mamma”?

Affrontare una serie di prime volte in un Paese che seppur all’avanguardia non è quello in cui sei cresciuta. Le vaccinazioni, l’allattamento, lo svezzamento, le prime malattie, i dentini, sono solo alcuni esempi.  Traguardi che abbiamo raggiunto in Olanda, ma non senza difficoltà.

La necessità di adattarsi alla svelta ad una cultura diversa dalla nostra, a modi di fare e filosofie di pensiero differenti, ad una lingua che è un intermezzo, una linea di congiunzione fra il loro modo di comunicare e il nostro.

La cosa bella è che per tante cose ho capito che ogni Paese ha le proprie usanze, anche per quanto riguarda un argomento delicato come la crescita di un neonato. Ho imparato a non farmi troppe paranoie, in Olanda c’è molta meno ansia legata all’attenzione, molti meno prodotti da comprare: non ci sono mille cremine, o decine e decine di varietà di omogeneizzati. Va bene così, adesso che sono tornata, mi sembra ci sia persino troppa scelta, il che confonde le idee.

 

– A parte gli affetti, cosa ti è mancato di più di Milano?

Mi è mancato il senso di appartenenza ad un luogo che non ho scelto, ma che sento mio perché ci sono nata e vissuta. Mi è mancata la sensazione di sentirmi a casa e di trovare il bello anche in ciò che agli occhi degli altri non è niente di speciale.

– Cosa invece proprio non ti è mancato?

Sembrerò banale ma non mi è mancata assolutamente la burocrazia e la lungaggine delle pratiche pubbliche del nostro Paese. Qui le cose funzionano, non è una diceria; perché in Italia non ce la facciamo?

– I tuoi amici con figli (se li hai) che hai lasciato in Italia cosa ti hanno invidiato di più?

Il coraggio di aver preso una decisione in un momento tanto delicato della vita, qual è il periodo subito dopo la nascita di un figlio (del primo figlio). Ma la nostra non è stata una scelta definitiva, non abbiamo abbandonato tutto, ci siamo solo messi in gioco perché abbiamo pensato fosse un treno che non andasse perso. Ora che ci penso, l’anno scorso di questi tempi ero incinta di mia figlia e non avrei mai pensato di cambiare città. Ed invece eccomi qui a raccontare un’esperienza unica nel suo genere.

 

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Valentina Besana

Travel Blogger dal 2009, nel mondo della scrittura online da molto prima. Adoro viaggiare con il mio compagno e i nostri due figli di 4 e 7 anni

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