La Route des Grandes Alpes in moto: itinerario e tappe

scritto da il 16 settembre 2014


Il biker Massimiliano Carnevale ci racconta il suo recente viaggio in moto nella Route des Grandes Alpes. Cinque giorni in compagnia di Ienz, Spruzz e Cicciosbill, amici e membri dell’associazione sportiva mototuristica “Always on a Wheel” di Frosinone, con viaggi in attivo in tutta Europa.

route des grandes alpes in moto

Come ogni anno si parte per il viaggio estivo, meta scelta questa volta la famosa e stupenda Route des Grandes Alpes, strada ambita dai motards europei per la vastità di strade all’insegna della “curva”.

Sono le 4.00 del mattino e siamo in quattro alla partenza: io (Max), Ienz, Spruzz e Cicciosbill, gruppo collaudato e numero perfetto per i viaggi più lunghi e impegnativi. La mattina si presenta ottima per il viaggio, è Luglio ed il caldo non è asfissiante. Ci aspettano 860 km, prima tappa Courmayuer e lo splendido scenario del Monte Bianco che con i suoi 4810 metri si attesta come la montagna più alta dell’Europa centrale. Il viaggio in autostrada come al solito procede noioso e infinito, ma sappiamo che ci ripagherà e infatti appena arrivati in quel di Aosta lo scenario cambia radicalmente, il Monte Bianco sovrasta tutta la zona e la sua presenza si fa imponente.

route des grandes alpes in moto

Ad Aosta ci godiamo da un bar del centro la vista sul Monte Bianco, davvero suggestiva. Il posto scelto per dormire si trova in Val Veny in località Pre de Pascal (affittacamere Scalvino). La strada per arrivare al nostro alloggio dopo 860 km è dura, sembra di non arrivare mai, ma una volta arrivati su la stanchezza svanisce, il posto è fantastico, con il Monte Bianco a pochi metri da noi, un paradiso incredibile.
La gioia è tanta e lo consiglio vivamente sia con amici che con la famiglia.


Il pomeriggio passa tra birre e risate con davanti lo spettacolo del Bianco e la serata ci ha messo in serbo una polenta alla valdostana e castagne caramellate (ricetta custodita gelosamente ). Da leccarsi i baffi (e le mani!). La notte passa con la vista stellata e il rumore del ghiaccio che si spacca.

E’ mattina, appena alzati salutiamo Il Bianco e Pre de Pascal, un posto che ci è entrato nell’anima. Ci aspettano 300 km per arrivare a Vaujany, località della rinomata Alpe d’Huez, ma nel mezzo ci aspettano passi importanti.

route des grandes alpes in moto

Il primo è la Thuile, posto incantevole che fa da apripista al primo passo della giornata e cioè Il piccolo San Bernardo (2188 mt). Ci fermiamo per acquistare le prime patch del gilet, la strada che segue e va verso Bourg St Maurice è superlativa, a tratti toglie il respiro per la maestosità e gli spazi aperti che si aprono davanti a noi.

La discesa si fa incalzante, arrivati a Bourg St Maurice ci aspetta la risalita verso Col de l’iseran passando per la Val d’Isère (come l’uomo può rovinare un posto bellissimo?). Non c’è bisogno di dirlo il Col de l’Iseran (2770 mt) è fantastico, si sente la storia… la montagna, i motard, i tipi in bici (tra cui una famiglia di spagnoli con due bimbi di 3 e di 6 anni al seguito). Il tempo non è bello purtroppo, ma la gioia fa superare tutte le difficoltà . Foto di rito davanti al cartello panino nel rifugio e si riparte verso Moncenisio sulla D902.

route des grandes alpes in moto

Arrivati sul Monceniso e sull’omonimo lago il tempo non è bello. Decidiamo quindi di non fermarci e riprendiamo il viaggio sulla D902 direzione Col de la Croix-de-Fer (2068 mt).

Arrivati a Modane la strada torna normale, ma per poco e a Saint Jean de Maurienne svoltiamo per il Col dove ci aspettano un milione di curve che finiranno con l’arrivo sul Col.

Sostiamo sul Col de la Croix-de-Fer, un gruppo sterminato di aquile volteggia sulle nostre teste, un vero spettacolo. Il tempo è migliorato, la stanchezza comincia a farsi sentire, ma la meta della giornata è vicina, Vaujany.

Nello scendere dal Col passiamo per Col Du Glandon (1912 mt) per poi dirigerci verso il Lac de Grand Maison (spettacolare) con cascatelle ai nostri lati. Il percorso è davvero emozionante.

route des grandes alpes in moto

Finalmente dopo 300 km di passi e curve arriviamo a Vaujany, piccolo ma grazioso paesino con cascata spettacolare.

La stanchezza si fa sentire, birra belga, fish and chips e a nanna.

Appena svegli ci aspettano altri 250 km, ma mettendo il naso fuori troviamo un tempo invernale con pioggia fitta.

L’animo non è dei migliori, ma essere motociclisti è anche questo.

Si parte verso altri passi importanti, Col du Lautaret (2058 mt), Col du Galibier (2646 mt), Col de l’Iseran 82770 mt) ed infine il passo più alto d’Europa, Cime de la Bonette (2860 mt )

La pioggia è incessante e salendo verso il Lautaret molte macchine scendono (il giorno prima è passato il tour): ho un problema con l’antipioggia e mi inzuppo completamente.

Arrivati sul Col de Lautaret (inutile dire che anche con la pioggia questi posti sono super) mi fermo per cambiarmi, ma un vento gelido mi prende di sorpresa, cosa che pagherò al ritorno a casa con febbre a 39.

route des grandes alpes in moto

Dal Lautaret si sale verso il Col du Galibier, valico che unisce la Valle della Maurienne con la valle della Guisane. La salita è davvero emozionante, strade a strapiombo e senza guard rail. Arrivati su, foto di rito con nebbia e si riscende stando ben attaccati dalla parte della parete rocciosa.

Direzione Col de l’iseran passando per Briancon, strada fantastica dalle sembianze lunari. Ci fermiamo al rifugio Napoleon e mangiamo ottimamente (anatra e trippa).

Puntiamo Jausiers, stupendo paesino ai piedi del grande Bonnette. Posiamo i bagagli nel fantastico appartamento con piscina riscaldata e, decisi cominciamo la salita di 30 km verso il passo piu’ alto d’Europa Cime de la Bonette. C’è da dire che i francesi sul fatto del passo più alto d’Europa hanno fatto i furbetti e arrivati li ci accorgiamo di una torretta fatta con riporto di terra e una scala intorno, infatti il passo dello Stelvio sarebbe più alto di due metri a pari strada ma comunque lo spettacolo è assicurato.

La salita è di quelle che ricordi tutta la vita, la strada e lo scenario lunare ti fanno sentire dentro la natura che la fa da padrona, arrivati su un vento sferza il passo, nemmeno il casco possiamo toglierci ma ci godiamo lo stesso l’ambito arrivo con foto e pensieri e davanti a noi un paesaggio sconfinato e sublime, rientriamo e nemmeno il tempo di ragionare siamo tutti a ronfare.

La mattina è cristallina e il tempo sembra essersi rimesso dopo un forte temporale notturno, ci aspettano le gole del Verdon, ma prima il Col de la Cayolle (2626 mt).

Che dire un posto incredibile, siamo rimasti estasiati da questo valico alpino davvero selvaggio con cascate, animali, alberi, prati, tutto quello che si può pensare in un posto puro senza contaminazione di nessun tipo, questo è il Col De la Cayolle, secondo noi per tanti motivi il posto più bello della Route des Grandes Alpes, ci pensi il giorno dopo e rimani a pensare, selvaggio e puro.

Il Col De la Cayolle purtroppo è archiviato e ci dirigiamo verso le turistiche gole del Verdon passando per le gole di Daluis (molto belle con roccia rossa) e arrivati a Castellane posiamo i bagagli e ripartiamo.

route des grandes alpes in moto

Le gole del Verdon sono pettacolari ma molto turistiche (andata e ritorno 80km), un pò troppo per noi mototuristi amanti del selvaggio ma comunque affascinanti. Richiederebbero più di qualche giorno (noi siamo andati e tornati in giornata), infatti la sera siamo tornati in albergo davvero stanchi più per il traffico incontrato che altro.

Passiamo una piacevole serata in quel di Castellane con ottimo cibo e birra e ci rendiamo conto che la Francia a livello di ospitalità e prezzi è avanti a noi di molto.

In Francia ci siamo trovati benissimo anche perché il mototurista è davvero rispettato dagli automobilisti.

E’ il giorno del rientro si riparte con tappa Col de Turini, il famoso passo del Rally di Montecarlo, ma prima passiamo per le gole Du Cians, davvero fantastiche e scenografiche con roccia rossa.

La strada scorre goduriosa con Valdeblore, Saint Martin Vesubie e arriviamo al Col de Turini dove ci aspetta il proprietario dell’Hotel Chamois, un personaggio incredibile, un motociclista. L’hotel da anonimo nel pomeriggio, la sera si  trasforma in un revival anni 80/90 con jukebox, flipper, laser cibo e vino ottimi.

In definitiva la Route Des Grandes Alpes è una strada davvero fantastica, forse la più bella d’Europa per noi motociclisti e l’ospitalità e i prezzi ragionevoli (benzina, cibo e  dormire) ci fanno pensare che torneremo presto da queste parti, e per i mototuristi tornare due volte nello stesso posto vuole dire molto.

E’ il giorno del rientro in Italia, il pensiero di abbandonare questi posti stupendi e prendere l’autostrada mi fa star male, ma male mi sento davvero: la febbre comincia a farsi sentire, forse per via del freddo preso sul Lautaret.

Il viaggio è noioso su un’autostrada noiosa, com’è diventato il nostro Bel Paese, ma dopo tutto rimane in noi la consapevolezza del bel tempo e delle belle strade fatte insieme e la voglia di ripartire per un altro viaggio è  già presente dentro le nostre teste ancora piene di natura, poesia, esperienza e gioia.





Massimiliano ha scritto per Be Road anche
Viaggio in moto: Italia, Croazia, Ungheria, Slovenia, Austria

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Valentina Besana

Travel Blogger dal 2009, nel mondo della scrittura online da molto prima. Adoro viaggiare con il mio compagno e i nostri due figli di 4 e 7 anni

Commenti (2)

 

  1. max scrive:

    che emozione rileggere il viaggio grazie Vale..

  2. Grazie a te ;) Aspetto il tuo prossimo viaggio!

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