Intervista a Giorgio Fochesato, viaggiatore e fotografo

scritto da il 9 settembre 2014


giorgio fochesato

Giorgio Fochesato

Sidney, Berlino, Ferrara, Verona, Trentino, San Francisco.

Questi sono i primi posti che mi vengono in mente in cui l’ho localizzato sulla mappa negli ultimi anni, ma se si guarda nel suo archivio di Istock, o sul suo sito, in un attimo ti perdi immergendoti in immagini che ti portano a Porto o in Tibet. Poi è sparito dai radar, e riappare con un pezzo scritto (bene) sul rigetto dai social, che fa deisamente rabbrividire. E poi strada. Parli con lui e ti racconta di aver camminato per giorni in giro per l’Italia con Enrico Brizzi. E ancora una volta non riesco a stargli dietro. Forse è per questo che Giorgio Fochesato preferisce definirsi prima un viaggiatore che un fotografo.

E forse per questo che lo seguo da anni, e finalmente riesco a fermarlo per qualche domanda.

intervista a giorgio fochesato

© Giorgio Fochesato

Ciao Giò, Prima di tutto, dove sei in questo momento? Hai viaggi in programma a breve?

Ciao Paola! In questo esatto istante sono le 5:23 di mattina e io sono in preda al jet-lag. Mi trovo a Brooklyn. Quindi, sì, ho un viaggio in programma. Per i prossimi mesi saremo impegnati a viaggiare in lungo ed in largo negli States (il plurale è d’obbligo visto che viaggio in dolce compagnia).

Qual è il confine tra viaggio di lavoro e di piacere?

La domanda è piuttosto difficile. Ho iniziato a fare il fotografo di viaggio per puro piacere. In fondo la fotografia è stata solo un mezzo per poter viaggiare. Da piccolo non sognavo di fare il fotografo, ma sognavo di vedere l’Australia. Quindi per i primi anni ogni viaggio era un piacere e sinceramente non mi accorgevo di lavorare. Il confine lavoro/piacere l’ho scoperto dopo alcuni anni, quando effettivamente ho iniziato a stufarmi del viaggio in solitaria. I tempi e i modi di viaggio quando si è in giro con la macchina fotografica non favoriscono le relazioni interpersonali. Quando la gente va a cena o a fare festa io probabilmente sono seduto in riva ad un fiume a fotografare le stelle, quando la gente deve ancora svegliarsi io attendo l’alba seduto in un deserto o in un prato. È uno stile di vita affascinante, intrigante, che crea dipendenza, ma ad un certo punto diventa un lavoro vero e proprio.
Con gli anni ho imparato a trovare un equilibrio, un viaggio non è mai solo di lavoro o solo di piacere. Alterno giornate di fotografia intensa, a serata a bere una birra in relax, guardandomi attorno, cercando di interagire con la gente del luogo.

giorgio fochesato intervista

© Giorgio Fochesato

Qual è il tuo rapporto adesso con i social dopo “aver visto il futuro” a Singapore?

L’esplosione dei social é stata grandiosa. Se penso a come viaggiavo dieci anni fa e come viaggio ora, tutto è stato semplificato. Le informazioni viaggiano velocissime, i contatti idem. Ho cavalcato l’onda dei social ad occhi chiusi per anni, completamente ubriacato dall’entusiasmo. Condividere, commentare, likare, condividere, commentare, twittare. Singapore mi ha cambiato, mi piace pensare di aver visto il futuro, e non mi piaceva. Ho staccato completamente dai social per 6-7 mesi, ho iniziato a farmi i fatti miei solo per me e per coloro che mi stanno vicino. Tutto sommato ci ho guadagnato, ristabilito contatti, letto dei gran bei libri. Dedicato il tempo ad altre cose. Ora uso FB, Twitter ed Instagram nuovamente, ma mi tengo lontano dalla condivisione obbligatoria di tutto. Anche in questo caso ho trovato un equilibrio. Uso i social per lo stretto necessario, tenere i contatti e mostrare una piccola parte di quello che é la mia professione di viaggiatore e fotografo. Per esempio su Instagram ora tengo un diario del viaggio che sto compiendo, una o due foto al giorno, ma senza esagerare.

Giorgio Fochesato intervista

© Giorgio Fochesato

Ultimamente sei stato a camminare con gli psicoatleti di Enrico Brizzi, perché una scelta del genere?

Amo camminare, ma questa é stata solo la spinta iniziale. Quando mi sono avvicinato agli Psicoatleti nel 2012 lo feci per sfida. Mi domandavo se sarei stato in grado di camminare per giorni, con uno zaino sulle spalle. Feci 250 km in 6 giorni, tra Umbria e Toscana. Fu un’esperienza grandiosa. Enrico é un narratore fantastico, viaggiare a piedi con lui è come ascoltare un audio libro. Poi ci sono le amicizie che nascono per strada. La fatica e i dolori uniscono le persone. I luoghi che si incontrano sono stupendi. L’Italia é fantastica.
Quest’anno mi sono unito agli Psicoatleti in Val Brembana per quattro giorni e poi altri quattro giorni in Valle d’Aosta nel Parco del Gran Paradiso. Ho visto luoghi che non avrei mai visitato in auto. Da tutta questa esperienza è nato un progetto video. Ho realizzato un corto metraggio dedicato agli Psicoatleti e che presto sarà pubblicato su Peoplexplorers.com.

Chi sono i Peoplexplorer?

Siamo un gruppo di cinque amici, tutti fotografi professionisti. Lavoriamo nello stesso settore, siamo teoricamente dei concorrenti. Eppure abbiamo deciso di unire le forze e creare un progetto comune. PeopleXplorers é un progetto di storytelling. L’obiettivo è raccontare storie che sono fuori dal comune, storie che non si sentono tutti i giorni. Lo facciamo per la passione di fare qualcosa di nuovo, ci ritagliamo del tempo e lo condividiamo. Ci confrontiamo, nascono idee e progetti. Che poi cerchiamo di pubblicare.

Giorgio Fochesato intervista

© Giorgio Fochesato

Un consiglio per chi “vuole fare il fotografo”

Lascia perdere i forum di fotografia pieni di esaltati che parlano solo di numeri, non fossilizzarti sull’attrezzatura, sugli obiettivi o sulle macchine fotografiche. Crea un tuo stile, non copiare gli altri. Condividi le tue fotografie. Fatti conoscere. Fai qualcosa di nuovo. Segui l’evoluzione della tecnologia. Scatta fotografie che mettono i brividi. Lascia perdere le agenzie di stock, dovevi pensarci dieci anni fa, ora é tardi.

La soddisfazione più grande della tua vita.

Guardarmi indietro e pensare che esattamente dieci anni fa ero chiuso in un ufficio 2×2, seduto davanti ad un computer a scrivere codici nove ore al giorno, pronto a mollare tutto per volare in Australia. Ora faccio colazione a Williamsburg e guardo la skyline di New York dalla finestra. Direi che quel viaggio, dieci anni fa ha dato buoni frutti.

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Paola_scusateiovado

Dallo scontro di Italia e Spagna è uscita l’anima multiculturale e l’irrefrenabile voglia di viaggiare. Non chiedetele mai “qual è il posto più bello che hai visto?“, potrebbe cominciare a parlare per ore.
Paola_scusateiovado è il nome preso in prestito dal suo blog scusateiovado.com.

Commenti (2)

 

  1. Elisa Paterlini scrive:

    bellissimo post, mi sa che voi due insieme, siete una vera forza!

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