Cosa fare a Roma: passeggiata all’Aventino

scritto da il 24 febbraio 2014


Se siete in cerca di una passeggiata all’insegna della pace e della tranquillità, ecco la proposta più giusta per voi! Si andrà alla scoperta di luoghi antichissimi, passeggiando tra aree verdi e poco battute dal traffico, insomma una vera e propria oasi di pace nel cuore di Roma. Dove? All’Aventino, uno dei mitici sette colli protagonisti della fondazione dell’antica Urbe. Fu scelto infatti da Remo proprio come area in cui dare vita ad una nuova città… Purtroppo nella disputa con il gemello Romolo ebbe la peggio e venne da questo ucciso. Per questo, la fondazione della città avvenne sul Palatino, colle invece scelto dal fratello, ma questa è tutta un’altra storia!

roseto comunale

Roseto comunale

La nostra passeggiata ha inizio in piazzale Ugo La Malfa, dove troneggia al centro il colossale monumento dedicato a Giuseppe Mazzini realizzato dallo scultore Ettore Ferrari per i 100 anni della Repubblica Italiana (1849-1949).



Procedendo su via di Valle Murcia, che prende il nome dall’antica divinità che diede poi anche il nome al colle (Mons Murcius), si attraversa il meraviglioso Roseto Comunale realizzato nel 1950 per volere del Comune di Roma sul luogo in cui, tra 1645 e 1895, si trovava un antico cimitero della comunità ebraica, demolito poi nel 1935… Osservando dall’alto il roseto, si nota che i vialetti che dividono le aiuole, formano in pianta il disegno di una menorah, il candelabro a sette braccia, e ai due ingressi venne posta una stele con le Tavole della Legge di Mosè che ne ricorda la passata destinazione, opera dell’architetto Angelo Di Castro.

Giardino degli aranci

Giardino degli aranci

Proseguendo il nostro giro, inebriati dal profumo delle rose, giungiamo al famosissimo Giardino degli Aranci, roccaforte medievale della famiglia Savelli (oggi resta solo un tratto dell’antica cinta muraria e qualche resto delle torri di avvistamento). Nel 1500 divenne già uno splendido giardino, ma fu solo nel 1932 che diventò un parco pubblico e fu così chiamato proprio per la numerosissima presenza di alberi di arance amare. Al suo interno, vi è una terrazza panoramica con una vista realmente incantevole sul Tevere e sull’intera città, considerata il 3° belvedere più suggestivo dopo quello del Pincio e del Gianicolo, certamente più famosi. Dopo tanta bellezza naturalistica, torniamo alla storia antica del colle, perché sono qui presenti alcune delle chiese più antiche di tutta la città. Merita certamente una visita Santa Sabina, basilica paleocristiana edificata nel 425 d.C.
Per la sua realizzazione sono state utilizzate 24 colonne in marmo bianco recuperate dall’antico Tempio di Giunone e fu eretta esattamente al di sopra della casa della matrona Sabina, martirizzata perché cristiana. Conserva al suo interno un oggetto veramente particolare, la cosiddetta Pietra del Diavolo: si tratta di una pietra nera rotonda (basalto), posta al di sopra di una colonna, che sarebbe stata scagliata, almeno secondo la leggenda, contro San Domenico mentre pregava su una lastra che copriva alcune ossa di martiri… Accanto, si trova la Basilica di Sant’Alessio, anche questo edificio paleocristiano realizzato tra III-IV secolo d.C. Si raggiunge così piazza dei Cavalieri di Malta decorata con obelischi e trionfi militari che fu progettata da Giovanni Battista Piranesi nel 1765. Sulla piazza si affaccia la Villa del Priorato di Malta, antichissimo ordine cavalleresco, dal celebre portone: scrutando dal buco della serratura infatti è possibile ammirare il Cupolone di San Pietro!

Proseguendo oltre, scendendo dal lato opposto del colle, è possibile raggiungere il più antico luogo cristiano di tutto l’Aventino, la Basilica di Santa Prisca, martire del I secolo, i cui genitori, si racconta, ospitarono nella propria casa i santi Pietro e Paolo. Al suo interno vi è un capitello la cui parte concava si dice sia stata usata da Pietro come fonte battesimale e per tutti questi motivi, la basilica diventò fin da subito uno dei centri maggiori di predicazione ed evangelizzazione cristiana. Ma le sorprese non finiscono, perché al di sotto della basilica si trova un ambiente sotterraneo veramente incredibile: un mitreo dedicato ad un’antica divinità frigia che si chiamava appunto Mitra, il cui culto fu introdotto a Roma alla fine del I secolo, dai soldati dell’impero che lo veneravano come dio delle armi e campione degli eroi! La nostra passeggiata si conclude qui, certi di aver suggerito un percorso insolito e affascinante che merita qualche piccolo “sali e scendi” sulle pendici di un colle dalla storia millenaria!

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale, visite guidate a Roma. Sito web: www.lasinodoro.it

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