Viaggio in moto dall’Italia al Faaker See European Bike Week

scritto da il 19 settembre 2013


Il biker Massimiliano Carnevale ci racconta il suo recente viaggio in moto: destinazione finale Faaker See European Bike Week 2013 (grandissimo motoraduno in Austria), passando per Croazia, Ungheria, Budapest e Slovenia.



Sono le 14 del primo Settembre 2013, si parte da Frosinone destinazione Ancona, abbiamo il traghetto Blu Line alle 20.35, siamo in cinque: Max, Vins, Gil, Ukkino e Rossano. Il viaggio per Ancona scorre con piacere, siamo emozionati per tutto quello che ci aspetta, per i chilometri e per i posti che andremo a visitare.

Arriviamo ad Ancona, poca gente al porto, facciamo il check-in e via sul traghetto, parcheggiamo le moto e ci dirigiamo verso le cuccette. Il viaggio procede liscio, il traghetto viaggia con tranquillità, l’ambiente e’ ottimo e il ristorante anche.

Alle otto del mattino arriviamo a Spalato, la città è molto bella e l’aria frizzante. Scendiamo dal traghetto e ci dirigiamo al controllo: la policija croata ci guarda in cagnesco ma passiamo senza problemi. Visitiamo la città e decidiamo di dirigerci verso Trogir. Bellissima, sul mare, una piccola Venezia… Si sta bene sul molo, disseminato di locali e la birra va giù che è una meraviglia. E’ tardi, decidiamo di passare la nottata a Zara, il viaggio è di 150 chilometri, non tanti… Durante il tragitto sento un forte botto sotto la moto, penso subito all’esplosione della gomma, mi fermo, non c’è nulla, respiro… i miei compagni mi dicono che hanno visto un pezzo di plastica saltare da sotto la moto ma per fortuna tutto bene, proseguiamo.

Arriviamo a Zadar (Zara in italiano). La città è bellissima, con parte antica al di là del molo. Qui sono passati i veneziani, Napoleone e gli austriaci e l’architettura ne ha tratto giovamento.
Bisogna trovare da dormire è tardi. Sul molo un signore sventola volantini: “Pansion Maria”, 45 euro a persona con colazione, via andiamo!
Ci accoglie Zoran  e tutta la sua famiglia, sarà ma i motociclisti suscitano sempre grande rispetto, ci fa parcheggiare all’interno (da come abbiamo capito non è proprio una città sicura) ci descrive tutto in un italiano perfetto e ci da molti consigli dove andare a mangiare che si riveleranno ottimi: ristorante lungomare, pesce a volontà da sentirsi male… 15 euro a persona. Grandissima mangiata di pesce e a nanna.

Il giorno quattro Settembre ci aspetta un viaggio di più di 750 chilometri, si va a Budapest, ma prima si passa per il Parco Plitvice. Zoran ci consiglia una strada alternativa alla più battuta che si rivelerà fantastica, il parco è bellissimo, purtroppo non abbiamo avuto tempo di visitare i laghi interni, ci vorrebbe una giornata, ma il nostro viaggio deve riprendere, Budapest è ancora lontana.

Ripartiamo e fino alle porte di Karlovac la strada è bellissima, ma poi inizia la solita autostrada che ci porta a Zagabria, decidiamo di non fermarci e ci lanciamo verso Budapest.

Passiamo il confine ungherese e dopo poco ci sorprende un lago che sembra mare, Balaton, 70 chilometri di lago che non finisce mai, la campagna ungherese è molto bella ed un vento forte ci fa capire dove siamo. Le luci della notte cominciano a vedersi, un bagliore lontano ci acceca… è Budapest.
Entriamo in città, abbiamo prenotato un appartamento attaccato ai locali di Pest.
L’arrivo è un pò traumatico, l’appartamento è bello, ma non c’è parcheggio al coperto e una ragazza ci sconsiglia vivamente di lasciare le moto fuori. Per fortuna riusciamo a trovare un parcheggio sicuro nelle vicinanze al prezzo di 40  euro per due notti.

Budapest di notte è particolare, locali pieni di ragazzi ubriachi, qualche faccia brutta, ma tutto sommato affascinante, con i pub in rovina a farla da padrona, davvero stupendi, si spende poco e la musica non è male.

Giorno dopo visita della città, stupenda e dopo una mattinata nel traffico infernale di Budapest ci dirigiamo verso la Piazza degli Eroi. Nel retro di quest’ultima ci sono le terme Széchenyi.
Entriamo, siamo cotti e per tredici euro ci godiamo tutto il pomeriggio le fantastiche piscine con acqua a 38 gradi e ci rilassiamo in sauna.
Dopo le terme andiamo in Vaci Street, la via fashion e commerciale di Budapest, con i classici, Gucci, Cartier e altri grandi marchi internazionali.

Arriva la sera e su consiglio di due ragazze che lavorano nel Point Harley ci dirigiamo verso la cittadella Antica Fortezza che sovrasta Budapest. La vista è eccezionale, mozzafiato! Dopo varie foto, decidiamo di mangiare lì. Il ristorante è da favola, si vede tutta Budapest, mangiamo benissimo senza spendere molto, ma ahimè nota dolente il vino, non compratelo qua, una bottiglia vi costerà 80 euro.

Il giorno dopo la sveglia suona all’alba, via da Budapest passando per la Slovenia e giù per l’Austria, direzione Faaker See European Bike Week 2013 per il 110° anniversario Harley .

Durante il viaggio passiamo per Balaton, lago dalla presenza ingombrante (è il più grande dell’Europa centrale). Autostrada noiosa fino a quando il cartello ci dice che siamo in Slovenia.

I panorami in questo paese sono speciali, con foreste incredibili e la verde campagna rigogliosa, da visitare sicuramente con più calma.

Il viaggio continua e la voglia di arrivare a destinazione si fa sentire, entriamo in Austria e dopo essere passati per la noiosa periferia di Graz giriamo per Klagenfurt.

Dopo alcuni chilometri si comincia a salire, arriviamo in Carinzia ed il panorama cambia, strade aperte in uno scenario fiabesco, dove alberi, prati verdi e natura la fanno da padrone.

L’Austria è nostra, alloggiamo a Feldkirchen in Carinzia, pochi chilometri da Villach e dal Faaker See, meta finale dove staremo due giorni nel motoraduno più grande d’Europa.

Il raduno è fantastico come sempre, moto esagerate, due giorni di full immersion totale nei motori v twin harley nel 110° anno della casa di Milwaukee  e non solo, stand, spettacoli, cibo birra… di tutto, anche se quest’anno rispetto all’anno scorso, qualcosa è cambiato e il raduno sembra stanco, forse servirebbe una rinfrescata.

Il giorno della partenza è arrivato, si riparte verso l’Italia e per non sentire la stanchezza decidiamo di fare tappa nel cuore del Mugello dove ad aspettarci c’è uno splendido agriturismo vicino la Futa (Valle dei Medici), meta biker, ed un ristorante dove mangeremo benissimo (Lo Scricciolo).

Giorno dopo si riparte per casa, avvicinandoci si capisce sempre più il gusto di quello che è stato il viaggio, la nostalgia per la fine prende il sopravvento, i pensieri e le situazioni si intrecciano in un miscuglio di colori e di pensieri, le difficoltà affrontate diventano tutte di un tratto semplici movimenti e l’esperienza cresce.   Dopo 450 chilometri siamo a casa… e con tutti i pensieri freschi ancora in testa si comincia a pensare al prossimo viaggio.





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Valentina Besana

Ciociara non proprio DOC (mamma friulana e papà comasco) e romana d’adozione, ama i viaggi, il cibo e il web in ogni sua forma.
Ha fondato Be Road nel 2009 e da allora se ne prende cura ogni santo giorno.

Commenti (2)

 

  1. upr scrive:

    Veramente un bel giro…complimenti.
    Tempo fà ho letto anche l’intervista su traveldifferent, roba da biker!!!

    Mi permetto di indicarti anche il link del nostro blog:

    http://ilmotociclistaffamato.wordpress.com/

    un lampeggio

  2. Ciao! Conosco il blog… c’è di mezzo anche Serena giusto? :D
    Lo segnalo a Massimiliano.
    Ciao!

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Valentina Besana

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