Verona, mon amour

scritto da il 28 gennaio 2013


Post a cura di Michele Severi

Tempo fa un contrattempo mi permise di visitare la città di Verona. Ero lì per un convegno e, arrivato tardissimo all’aeroporto per prendere il volo di ritorno, mi fu negato l’imbarco per problemi con il bagaglio (leggere le norme sui bagagli della compagnia Air Italy prima della partenza mi sarebbe stato molto utile!).

Mi ritrovai così in città in attesa del prossimo aereo, il giorno seguente. E giacché ero bloccato lì, tanto valeva visitarla Verona.

L’Arena è spettacolare. Cavoli, a vederla gremita durante le rappresentazioni liriche si perde forse un po’ di vista il fatto che sia una costruzione antico-romana relativamente ben conservata e di dimensioni che da foto e video non si direbbero: per dare un’idea è alta solo una decina di metri in meno rispetto al Colosseo. A pensare che dopo duemila anni circa una costruzione è non solo in piedi, ma ancora utilizzata per eventi di massa si resta sbigottiti di ammirazione.

arena di veronaArena di Verona – foto di DoctorWho

Quanto sia vero che quello sia effettivamente il balcone di Romeo e Giulietta forse importa ben poco. Persino se siano realmente esistiti. È con questo cuore che mi approssimai al balcone dei due innamorati fra i più famosi al mondo. L’ingresso costa anche poco, ma per questa volta lasciai correre: con Simona sarà più bello (avevo già deciso di volerci tornare con lei). Per quella volta, si sarebbe accontentata di una foto, che era più che una promessa di un viaggio assieme, che già da molto non facevamo.

E ora vergogna su di me: devo ammettere che prima di questo viaggio, le mie conoscenze su Verona si limitavano a questi due monumenti. E invece mi tocca scoprire che attraversare il Castelvecchio è solo uno dei momenti più belli di un’intera passeggiata fra vicoli caratteristici e palazzi da foto. Piazza delle Erbe è uno spettacolo di edifici di origine medioevale che fanno da scenario a incontri di ragazzi, una tazza di caffè o al caratteristico, ma ordinato, mercato della frutta.

Gli appassionati di arte troveranno sicuramente un paradiso nella chiesa di San Zeno e nel Duomo. Io ci capisco poco o niente di stucchi, stili e colonne, ma uno come me riesce a cogliere quanto siano belle queste costruzioni.

E stando in tema di ignoranza, immagino che siano in molti quelli che ritengono (come io stesso d’altronde pensavo) che la cucina tipica da queste parti sia grosso modo la polenta e poco altro. E invece, entrato in un’osteria, chiesi cosa ci fosse di tipico e il cameriere non finiva più di descrivermi piatti prelibati! Apprezzai la “pearà”, una salsa fatta con brodo, pan grattato, pepe e grana grattuggiato che si usa per accompagnare il bollito! Il tutto naturalmente innaffiato da un Valpolicella.

Ah, Verona, mon amour.

Valentina Besana

Travel Blogger dal 2009, nel mondo della scrittura online da molto prima. Adoro viaggiare con il mio compagno e i nostri due figli di 4 e 7 anni

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